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martedì 17 gennaio 2012

LA MELA D'ORO

Domenica 15 Gennaio 2012, Caltagirone ha ricevuto l'ambito riconoscimento della "Mela d'oro" da parte della F.I.J.E.T(Federazione Internazionle dei Giornalisti e Scrittori del Turismo).
Si tratta di un  premio,"un Oscar del Turismo",assegnato alla mia  città,Patrimonio dell'Unesco,che per le sue ricchezze artistiche e culturali è un punto nodale  dei flussi turistici in Sicilia.
Il premio,istituito circa 40 anni fa,viene conferito come riconoscimento per la salvaguardia e il miglioramento del patrimonio storico-culturale al servizio dello sviluppo turistico.
 La Mela d'Oro è arrivata per la seconda volta in Italia,la prima in assoluto fu assegnata alla città di Agrigento,nel 1970.

Il Sindaco Prof.Pignataro,con il Segretario F.I.J.E.T.Italia Sig. Bugliari e Mr.Bulc in rappresentanza del Presidente Internazionale,al momento della consegna,alla base della Scala Maria Santissima del Monte



La Mela d'oro,montata su una testa di ceramica, tipica di Caltagirone


Sindaco eVice Sindaco tra Mr.Bulz,Segetario e Presidente F.I.J.E.T.Italia


Delegazione Giornalisti F.I.J.E.T.e Autorità Locali


Per l'evento,è arrivata a Caltagirone una folta rappresentanza di giornalisti da Francia, Belgio, Croazia,  Slovenia,Turchia ,Israele,tra cui Mr.Drago Bulc,in rappresentanza del Presidente Internazionale Mr. Haddat Tijani, M.me Bernadette Roux, Mr.Jaques Campe,Mr.Eytan Shabi, M.me Tina Cubrilo,Mr  C.Sandikcioglu- del comitato esecutivo internazionale- e M.me B.Tollet,Mr.F.Rombout ,
M.me Marijana Rebic,insieme a molti membri della Delegazione Italiana,tra cui il Presidente G.Glaviano e il Segretario L.Bugliari,che ha avuto il merito di curare tutta l'organizzazione ad esso concernente.
foto di gruppo

Accogliere e ospitare tanti colleghi stranieri,è stato per gli aderenti alla F.I.J.E.T.Italia, per noi Calatini in particolare,un'esperienza molto gratificante.Fin dal primo giorno,per le vie della città per mostrare loro monumenti,botteghe ceramiche e presepi, si è instaurato un  rapporto di empatia,uno scambio di esperienze e conoscenze sulle loro e le nostre culture e tradizioni.


Durante la Conferenza Stampa al Comune di Caltagirone e al Comune di Piazza Armerina,ultimo luogo visitato, i Giornalisti stranieri hanno espresso la loro soddisfazione per l'accoglienza ricevuta,ringraziando tutti  sia per il successo dell'evento ,che per la perfetta organizzazione,dove non sono mancati momenti di familiare convivialità,in cui hanno conosciuto e apprezzato la gastronomia e i vini siciliani.
Riporto in particolare due delle frasi che che più mi sono piaciute:
"L'accoglienza e il turismo sono alla base della pace tra i popoli"
"L'incontro è stato all'insegna del sole nel cuore".
Caltagirone,a nome del Sindaco, ha ringraziato calorosamente la F.I.J.E.T.per l'onore tributato alla nostra città.

domenica 23 ottobre 2011

La dea di Morgantina

Una gita ad Aidone per ammirare il sito di Morgantina e la sua "Venere" , organizzata insieme alle amiche dalla mia associazione.

La dea di Morgantina

Bellissima giornata di sole,ottima compagnia,ma soprattutto un'occasione per far godere  gli occhi e  la mente.
Restituita recentemente alla città di Aidone,dove si trova il sito di Morgantina,la statua fu trafugata illegalmente da un santuario del territorio vicino al sito, insieme a due teste arcaiche in marmo(gli acroliti)e portata a Malibù nel Getty Museum nel 1987.Dopo anni di battaglie legali,e un accurato restauro,i reperti sono stati restituiti e collocati nel museo di Aidone nella primavera scorsa.

Gli acroliti di Demetra ePersefone
(ricomposti al museo di Aidone con vesti della stilista siciliana Marella Ferrera.)

(acroliti,ossia statue realizzate con assemblaggio di materiali diversi per le varie parti del corpo:testa ed estremità in marmo ,il resto del corpo in materiale deperibile,come il legno)

In realtà questa bellissima statua,uno dei migliori esemplari della statuaria greca per la fattura e la conservazione,(V°sec.a.C.) è ancora motivo di dibattito tra gli specialisti.
Alcuni la identificano con Afrodite,altri sostengono che per la sua fisicità matronale si possa identificare in Demetra,nume tutelare della cerealicoltura,particolarmente venerata in questa parte della Sicilia.

Dopo la visita al museo siamo scesi nel sito archeologico di Morgantina ,dove si trovano tracce di vari insediamenti,a partire dal 2000 a.C.
Si dice che fu fondata  dai Morgeti,capitanati dal re Morges nel X sec.a.C.
Nel VI sec. A. C.venne colonizzata dai Greci e subì  continue conquiste e distruzioni.
Riconquistata dai Greci nel 300 a. C.ebbe in questo periodo il suo massimo splendore.
Con alterne vicende storiche fu infine conquistata dai Romani che trasformarono la Polis in un Oppidum romano e intorno al 30 a. C. fu gradualmente abbandonata.
I  resti vennero alla luce per la prima volta alla fine del XIX° secolo.
La zona archeologica occupa un territorio di 20 ettari e notevoli e numerosi sono i resti della civiltà Ellenistica:diversi edifici pubblici articolati intorno alla grande piazza o Agorà,come il Gymnasium,il granaio,la grande fornace ,il teatro e anche resti di case private,con fregi pregevoli.
Molti dei reperti rinvenuti nel sito, sono ora nel museo di Aidone.




L' Agorà


Il Gymnasium

Il Macellum(Edificio romano adibito a mercato)

. 
Il Teatro

(quelli che vedete sulle scale del teatro non sono ancora reperti archeologici!!!)

Ho cercato di sintetizzare al massimo quello che abbiamo visto e ascoltato,sperando di non avervi tediato. 

giovedì 9 giugno 2011

una tragedia

Non si tratta per fortuna,di un dramma attuale,ma di una bellissima opera che ho visto a Siracusa,nell'ambito delle manifestazioni del Dramma Antico ,che si svolgono nel teatro greco ogni anno nei mesi maggio-giugno.


l'isola di Filottete


Neottolemo e i suoi marinai


Filottete


Filottete e Neottolemo




Odisseo


L'uscita di Eracle


Eracle 

Filottete e Neottolemo,verso Troia

Queste foto si riferiscono alla tragedia"Filottete"di Sofocle





                                                          Personaggi e interpreti (o.a.)

Odisseo Antonio Zanoletti
Neottolemo Massimo Nicolini
Filottete Sebastiano Lo Monaco
Mercante Daniele Nuccetelli
Eracle Giacinto Palmarini
Capo Coro MarinaiSalvo Disca, Giovanni Guardiano
Direzione del CoroSalvo Disca


La tragedia è ambientata sull’isola di Lemno. Filottete, partecipe della spedizione contro Troia, è stato morso da una vipera che gli ha procurato una ferita insanabile e infetta. I Greci, non sopportando la compagnia e le urla dell’ammalato, lo hanno abbandonato sull’isola di Lemno con l’arco che aveva ricevuto in dono da Eracle. Ma un vaticinio svela che l’arco di Eracle costituisce l’unica arma in grado di debellare la resistenza dei Troiani: l’abbandonato, l’escluso, diviene improvvisamente il perno della conquista della città nemica. Ora Odisseo torna sull’isola accompagnato dal giovane Neottolemo, figlio di Achille, per sottrarre con l’inganno l’arco a Filottete: fingendosi nemico di Odisseo e degli Atridi, Neottolemo dovrà guadagnarsi la fiducia dell’eroe. Il “piano”giunge a buon fine, quando Filottete, colto da un accesso del suo male, consegna l’arco al giovane “amico”. A questo punto, in preda al rimorso, il figlio di Achille si oppone ad Odisseo, mostrando nobiltà d’animo e rispetto nei confronti del sofferente, a cui restituisce l’arma tentando invano di persuaderlo a imbarcarsi con loro per conquistare la città nemica. L’intervento ex machina di Eracle sancisce la risoluzione dell’intreccio e la partenza di tutti per Troia dove Filottete sarà curato e la città conquistata grazie all’arco e al suo possessore.
Datazione: 409 a.C.
E' superfluo aggiungere che le rappresentazioni,nello scenario naturale del Teatro Greco di Siracusa,hanno una suggestione particolare.
Ho visto più volte le stesse  tragedie ,in anni diversi,ma ogni volta sembra  la prima volta: i costumi ,gli attori,le scenografie differenti,fanno sì che se ne rimanga sempre e comunque affascinati.
Spero di poter vedere anche "Andromaca" prima che finisca la stagione teatrale,vi mostrerò eventualmente le immagini

mercoledì 18 maggio 2011

La scala della Matrice e la festa della Madonna di Conadomini

Vi avevo già mostrato la Scala della Matrice,simbolo per eccellenza di Caltagirone.In vari periodi dell'anno viene addobbata per particolari ricorrenze,con fiori o lumini di terracotta.Quest'anno,eccezionalmente,vi si celebra il 150°dell'unità d'Italia,ma normalmente,nel mese di maggio, viene dedicata alla Vergine.
La Scala infiorata diventa così un inno alla Madonna di Conadomini, compatrona della città.



 La Madonna di Conadomini è un'immagine sacra della Vergine Maria, raffigurata in una tavola di buona scuola, forse anche bizantina. 



"Maggio a Maria" si legge su grandi striscioni stesi sui balconi che s'affacciano sui carruggi, le viuzze dell'antico abitato. Così ogni anno dal 1750.

È il mondo agricolo che, tra fede e folklore, rende la festa, particolarmente solenne con l'offerta dei doni della terra, che viene fatta al termine del cosiddetto "corteo della rusedda", una pianta profumata, il cisto, tanto ricercata un tempo dai ceramisti per i loro forni. In lunga processione, fasci di "rusedda" raccolta nel bosco di Santo Pietro venivano portati un tempo a dorso d'animali da soma alla chiesa della Conadomini. Era una manifestazione di grande suggestione, aperta da sbandieratori, dal "triunfu", un insieme di stendardi con l'immagine della Madonna, e da suonatori di "brogne", conchiglie particolari dal suono strano e cupo.

Il tempo scorre, i mezzi cambiano, ma la devozione è sempre la stessa. Ora il corteo della "rusedda" è solo nominale. Un lungo corteo di mezzi agricoli meccanici, un centinaio e forse più, addobbati di verde e di fiori, tra i quali la "rusedda" è ormai solamente un simbolo avendo lasciato il posto al grano e ad altri prodotti dei campi, sfila per la città fino al tempio della Vergine.

Del corteo fanno parte, oltre ai componenti della tradizione, gruppi folcloristici che in costumi d'epoca recuperano di volta in volta avvenimenti storici o testimonianze di fede o di devozione.

Seguono in chiesa i riti religiosi officiati dal vescovo della diocesi, in presenza delle autorità cittadine accompagnate dal Corteo Senatorio in costumi del XVII secolo.

Per la festa della Madonna di Conadomini, la monumentale Scala di Santa Maria del Monte unisce ai colori delle ceramiche delle alzate dei centoquarantadue gradini i colori dell'Infiorata, solenne e devoto omaggio della città alla Vergine e al suo Divin Figliolo.

Migliaia di vasi con piante e fiori dalle diverse sfumature di colore, formano un unico grandioso disegno in onore della Madonna di Conadomini, titolare dell'antichissima chiesa posta in cima alla Scala, la cui festa, ricca di folklore con il tradizionale corteo denominato 'A rusedda (pianta selvatica del vicino Bosco Santo Pietro, un tempo raccolta dai contadini, portata in dono alla Madonna e utilizzata dai ceramisti per alimentare le loro fornaci, in cambio di un'offerta alla Chiesa) si conclude il 31 Maggio.
Portata a Caltagirone nel 1225 dalla nobile famiglia Campochiaro,esule da Lucca perché di parte Guelfa. Donata sul finire del XVI secolo alla Chiesa Madre dedicata all'Assunta, è raffigurata seduta, con in braccio il Bambino Gesù ed avvolta in un manto trapunto di stelle; veniva esposta, al posto del Cristo portacroce, al centro di un polittico detto "cona" (da cui la denominazioneCona Domini), tutte le volte che gravi calamità, siccità, pestilenze, carestie, affliggevano la comunità cittadina.


La devozione diffusasi nel tempo tra il popolo spinse il Senato a proclamare, nel luglio del 1664, la Madonna di Conadomini compatrona principale della città, deliberazione che ne accrebbe vieppiù il culto, tant'è che la festa celebrata in suo onore alla fine di maggio coinvolge da secoli tutta la città ed in particolare il mondo agricolo, che per i benefici più volte ricevuti dalla sua implorata protezione le ha tributato l'appellativo di "Madonna del pane".

parte del testo è stato  tratto dal web





Vi ricordo che è in corso il candy con tappe di ristoro.......intravedo un gazebo 

al  traguardo dei 400!!!!!


state in campana..............

venerdì 24 settembre 2010

Dedicato a Caltagirone

Apro una pagina diversa dalle altre, per farvi conoscere meglio Caltagirone.
Caltagirone è la mia città adottiva, la città di mio marito,dove è nato anche il mio secondo figlio e dove io ho trascorso quasi metà della mia vita.
Caltagirone mi ha accolto con simpatia e stima,anche in virtù della mia professione di insegnante, e nonostante una certa tendenza a diffidare dei "continentali". Nel tempo ho istaurato ottimi rapporti nel sociale e nel privato e, pertanto, è doveroso farvi conoscere meglio questa città dichiarata dall'UNESCO patrimonio dell'umanità.


Caltagirone ha origini antiche e conserva testimonianze della più remota preistoria: delle civiltà sicana e sicula,della presenza greca e così fino a quando gli arabi la occuparono e la tennero per molti secoli,rinnovando in essa l'antichissima arte della ceramica,per la quale anche oggi è conosciuta nel mondo.
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La sua storia moderna risale ai Normanni,dai quali ebbe vastissimi possedimenti feudali che consentiranno a Caltagirone la realizzazione di programmi urbanistici,architattonici e artistici di notevole valore.
I resti della città medievale  e rinascimentale vanno ricercati all'interno di chiese, musei e antichi palazzi, perché dopo il terremoto del 1693 ciò che rimase fu ricoperto dalla sontuosa veste edilizia tardo barocca.


Nel corso dell' 800 ci furono edificazioni destinate ad istituzioni di valore sociale, assistenziale e di servizio: il nuovoPalazzo Municipale, l'Educandato di S. Luigi,L'Ospedale delle Donne.





Nucleo della città è la piazza del Municipio,dominata dalla grandiosa facciata del Palazzo Comunale,stile neoclassico;di fianco si leva l'antica Casa Senatoria,trasformata in teatro lirico e oggi Galleria Pubblica.
Nell'altro lato della piazza sorge l'elegante edificio della Corte Capitaniale,completato ai primi del 600 dall'architetto Gagin che ospita normalmente eventi culturali,quali mostre,concerti,conferenze.Più a monte della piazza si apre la scala di Santa Maria del Monte,realizzata ai primi del 600,tagliando un intero fianco della città medievale.La scala detta anche Scala della Matrice è famosa perchè a luglio,in occasione della festa del patrono,viene addobbata con lumi a petrolio, incamiciati da pergamena colorata rossa, gialla, verde ed accesi in contemporanea, che formano disegni di carattere religioso,ogni anno diversi.L'effetto è veramente spettacolare.La stessa scala viene addobbata a maggio,per la festa della Madonna di Conadomini,con lo stesso schema,ma utilizzando vasi in fiore.
L'elenco dei monumenti di Caltagirone è lungo,mi limito a citarne qualcuno:Carcere Borbonico,ponte di S.Francesco,Cattedrale di S.Giuliano,la chiesa di S.Giorgio,fondata intorno all'anno mille dalla comunità genovese che conserva un dipinto attribuito ad un pittore fiammingo,la chiesa del S.S.Salvatore che contiene le spoglie di Don Luigi Sturzo ,statista di livello europeo e per anni Sindaco di Caltagirone,la chiesa cinquecentesca di Santa Maria di Gesù,che custodisce una mirabile Madonna della Catena,capolavoro scultoreo di A.Gagini.....
Tra i musei di Caltagirone,il più noto è forse il Museo Regionale della Ceramica,che racchiude secolari testimonianze della ceramica calatina e siciliana.Non mancano imponenti palazzi nobiliari dalle ricche facciate,e moltissime ville antiche con giardini all'inglese.
Ma la Villa per eccellenza è il giardino pubblico,costruito nell'ottocento,su progetto di Basile,considerato uno dei più belli ed estesi giardini pubblici italiani;occupa un'intera collina e si estende per circa 10 ettari.
Ho cercato di sintetizzare al massimo le informazioni sulle bellezze di Caltagirone e spero abbiate avuto la pazienza di leggerle,aggingo solo che la città è famosa pure per i suoi numerosi Presepi,alcuni dei quali permanenti,che nel periodo natalizio richiamano visitatori da tutta la Sicilia.


 Non mi rimane che rivolgervi l'invito a visitarla,
sarò felice di ospitarvi ed accogliervi.

Le immagini inserite nel post sono state prelevate dal web.