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mercoledì 13 giugno 2012

è il turno dell'agave

Continuano le mie informazioni pseudobotaniche.
Il soggetto è l'agave,una pianta che in Sicilia cresce spontaneamente ed è bellissima

Le agavi furono in origine classificate come Amaryllidaceae ma sono al giorno d'oggi generalmente catalogate in una propria famiglia, quella delle Agavaceae.
Le agavi hanno a lungo presentato difficoltà particolari nella tassonomia; vi sono considerevoli variazioni all'interno della stessa specie, ed alcune specie hanno origine sconosciuta e potrebbero essere varianti delle specie selvatiche originali.
Gli esploratori spagnoli e portoghesi hanno probabilmente portato le agavi con loro, ma una vera e propria popolarità si è avuta solo nel XIX secolo, con l'importazione di numerose specie da parte dei collezionisti. Alcuni esemplari sono stati continuamente propagati per propaggine da allora, e non assomigliano in modo consistente a nessuna specie selvatica, sebbene ciò possa essere dovuto alle condizioni di crescita specifiche dell'Europa.
La pianta di Agave, oltre ad essere apprezzata per la sua bellezza come pianta ornamentale ha molteplici altri usi: dalle sue foglie, ricche di fibre, si produce un tipo di tessuto molto resistente che viene utilizzato soprattutto nella realizzazione di amache e cappelli (panama) e dalla pianta si ricavano alcune bevande famose in tutto il mondo quali il Pulque, il Mezcal e la Tequila (che prende il nome dalla città omonima dove per la prima volta è stata distillata). Produce un solo fiore dopo circa 20/30 anni dopodiché muore.



                                                      Agave    (olio su tavola 15x25, giugno.2012)

Il mio modesto omaggio all'agave,dipinto en plain air.

martedì 22 maggio 2012

Piante grasse



Da sempre adoro la     pianta  di  ficodindia da cui la mia casa è circondata,anche se il mio primo  incontro  con i suoi frutti  fu   una   scena    alla  Fantozzi

La pianta cresce molto rapidamente, senza particolari cure nei territori aridi raggiungendo i 3-5 metri di altezza e non ha bisogno di acqua, ad eccezione della fase iniziale quando una pala, meglio due pale, della pianta madre viene interrata per circa due terzi per permetterne la riproduzione. Per il resto attecchisce ovunque e con grande facilità tranne che alle basse temperature.
E’ fondamentale ricordare che il fico d’India non necessita di interventi chimici per potersi sviluppare ed è, quindi, una delle rarissime varietà di frutta che non subisce manomissioni da parte dell’uomo. Si tratta, perciò, di un prodotto che andrebbe meglio diffuso e consigliato per le nostre tavole e per la dieta mediterranea, nella quale entra a pieno titolo per la sua quantità di vitamine e di acqua. Se ne distinguono quattro varietà: a frutto giallo, bianco, rosso e senza semi.
I fichi d’India hanno una funzione depurativa anche a livello epatico e sono raccomandati nei casi di calcolosi renale in quanto favoriscono la diuresi, vengono impiegati come rimedio alle scottature e come analgesico. Nelle giuste quantità hanno un effetto blandamente lassativo anche se i semi legnosi contenuti nella polpa possono provocare stitichezza.
Inoltre le pale vengono utilizzate per curare diverse patologie quali angine, tonsilliti, tossi, febbri, suppurazioni ed ascessi. Una curiosità è che anticamente esse venivano addirittura usate per levigare il legno. Uno studio più avanzato sul fico d'India aggiunge a queste proprietà quelle di combattere i parassiti del sistema digestivo, di essere utilizzata nel trattamento del diabete e del colesterolo.   La raccolta dei fichi d’India richiede una tecnica ancora a livello non meccanizzato in quanto a tutt’oggi viene adoperato il caratteristico “coppo”, una sorta di contenitore a forma di tronco di cono sulla punta di un bastone, oppure bisogna munirsi di appositi robusti guanti, insensibili alle spine.
 (informazioni da Wikipedia)



Alcuni dei miei omaggi al ficodindia




                                       Ficodindia in fiore

                                                         (olio su legno 25x15,collez.privata)



Isola delle correnti
(Olio su tela25x35)