Image and video hosting by TinyPic
Visualizzazione post con etichetta racconti per l'infanzia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta racconti per l'infanzia. Mostra tutti i post

mercoledì 20 febbraio 2013

Una cosa magica 2°parte

Non vi siete fatti scoraggiare dal divieto,pertanto posto per voi la seconda parte del racconto.
Spero che le vostre aspettative non vadano deluse,il racconto è semplice,adatto a lettori minori di 10 anni.

 


Una cosa Magica
.....................
..........Intanto il cielo si era fatto madreperla ed Elisa gustava in silenzio una fetta di torta che la nonna aveva preparato per lei.
Spiava attenta i dintorni, quasi aspettando di vedere uscire dalla faggeta qualche creatura fantastica;nella sua testa frullavano molte domande,ma aveva quasi timore ad esprimerle a voce alta.
“Nonno,ma la cosa magica quando me la fai vedere?”
“Tra poco,devi avere pazienza”
Improvvisamente una brezza leggera accarezzò i fili d’erba,Elisa strinse intimorita la mano del nonno,ma….
“Non temere,tesoro,è il saluto della terra al sole che nasce”
Ed eccolo il sole ,uscire dal lago,una palla di luce accecante che lasciò senza parole la bambina,affascinata da tanta bellezza.
Dopo pochi preziosi momenti di silenzio,Elisa tornò alla carica.
“Nonno,ma allora questa cosa magica,quando me la mostri?”
“L’hai appena vista,è la magia del sole che sorge ogni giorno per alimentare la vita sulla terra”.
La bambina restò in silenzio, un po’ delusa, né comprese bene il senso della risposta .Fernando,sapeva che stava rimuginando qualcosa e ,di lì a poco,avrebbe ricominciato ad assalirlo con una raffica di domande.
Per fortuna erano arrivati a casa e fu ben felice di affidare a sua moglie la seconda parte della “missione magia”.
Mariagrazia,seduta sulle scale vicino ad Elisa,  ascoltò con pazienza tutta la cronaca della passeggiata.
Vedeva nel viso di Elisa la stessa eccitazione che aveva provato lei quando la sua nonna l’aveva portata a spigolare nei campi vicini al lago e aveva visto per la prima volta il sorgere del sole. Le era sembrata una magia,ecco perché aveva promesso ad Elisa di farle vedere una cosa magica.
Presente e passato si stavano mescolando nella sua mente,così come tenerezza e nostalgia, lei bambina che tornava a casa contenta con grandi mazzi di spighe che portava alle sue galline ,che le correvano incontro riconoscenti -pensava lei-.
Elisa la scosse dai suoi pensieri.
“Nonna perché stai sorridendo?”
“Pensavo ad un tempo lontano,quando c’erano le lucciole e io avevo la tua stessa età”
“Cosa sono le lucciole?”
Dalla cucina arrivava il profumo del caffè,la voce del giornale radio e … ricominciava una nuova giornata,apparentemente uguale alle precedenti.
Elisa corse ad abbracciare i genitori che uscivano per il lavoro,poi si sedette di nuovo accanto alla nonna  e ricominciò con tutti i suoi perché.
Mariagrazia sospirò rassegnata, non era facile trovare le parole adatte per spiegare le “magie” del sole, ma fu ben felice di soddisfare tutta quella benedetta curiosità.
(G. Carletti  )



mercoledì 9 novembre 2011

altra collaborazione

Continua la mia collaborazione con Maddalena Sodo la bravissima illustratrice del blog "www.lemaninellenuvole.blogspot.com",per un nuovo racconto:"Il posto dei palloncini"di cui vi do solo qualche stralcio,perchè deve essere inedito.

M.Sodo



.......Già, il carrettino dei palloncini… tante piccole mani tese aspettando di possedere un chicco di quel grappolo colorato, che danza alle carezze del vento.
Anche Carlotta si è fermata lì, sa che oggi è stata giudiziosa, non ha fatto storie per lavarsi i denti ed è sicura che i nonni la premieranno regalandogliene uno.
Erano giorni che aspettava la festa per questo, poco le importa dello zucchero filato o delle bambole.......
M.Sodo

....I palloncini sono così! Era stanco di stare in quella massa di compagni, che lo spingevano, lo strigavano e facevano a gara per trovare la posizione migliore per farsi notare dai bambini.
“Vuoi vedere che sceglie me?” – dice quello a forma di delfino, che si dà un sacco d’ arie e lo prende in giro perché mangiando è diventato tondo tondo......


......“Nonna dov’è volato il mio palloncino?” – chiede Carlotta, tirando su  col naso.
M.Sodo

“Stai tranquilla! Il tuo palloncino adesso è felice, non piangere!  La vedi quella nuvola rosa che sembra zucchero filato?”......

domenica 9 ottobre 2011

un racconto per l'infanzia

IL GIROTONDO DELL'AMICIZIA: progetto in cerca di editore

Qualche tempo fa ho incontrato sul blog la brava illustratrice Maddalena Sodo ed è nato un progetto in comune:scrivere e illustrare un racconto per l'infanzia.
Ecco il risultato della nostra collaborazione.

IL girotondo dell’amicizia

In una casa grande, troppo grande, viveva Giulio, un bambino timido e malinconico.
I suoi genitori lo amavano e non gli facevano mancare niente, ma papà lavorava tanto e la sera  era troppo stanco per giocare con lui; mentre la mamma, era occupata tutto il giorno a lavare e pulire ogni angolo della casa, per sterminare gli odiati microbi e, quando si sedeva un po’, era per parlare al telefono con le sue amiche.
Spesso Giulio rimaneva a lungo confinato in un angolo, vicino alla finestra: “sta attento, non strisciare i pavimenti con la macchinina” diceva la mamma, mentre continuava a pulire e lucidare, conducendo la sua guerra contro quei piccoli esseri che lui in realtà non era mai riuscito a vedere. Da lì guardava con invidia i bambini che correvano gioiosi dietro ad una palla o facevano il girotondo.
“Mamma posso scendere fuori a giocare?”
“Non pensarci proprio, ti sporcheresti tutto e poi qualcuno potrebbe spingerti e farti male”
Giulio abbassava la testa e sospirava, ma non osava contraddire la mamma
“Mamma, perché non prendiamo un gattino?”
“Per carità! gli animali sporcano la casa e io ho già tanto lavoro”.
Giulio si sentiva solo e ogni sera pregava il suo angelo custode perché gli mandasse un fratellino, ma forse anche l’angelo custode aveva troppo da fare per ascoltarlo.
Un giorno, mentre silenzioso e paziente era lì nel suo angolino, con la testa appoggiata su un libro di favole che ormai conosceva a memoria, sentì il canarino dell’orologio a cucù cantare un’altra ora e, all’improvviso, ebbe la sensazione che il canarino fosse triste e solo come lui. Chissà perché non ci aveva mai fatto caso, ma gli sembrò che da quella casetta di legno, pur graziosa e colorata, volesse spiccare il volo.
Allora si alzò, prese il canarino e se lo strinse al petto…e il canarino gli sorrise.
Cominciò a parlagli, lo rassicurò, andò a prendere la sua merenda e gliene offrì un po’, lo posò sul davanzale della finestra per fargli sentire quanto fosse fresca l’aria e quanta vita ci fosse là fuori: i bambini giocavano a palle di neve e si rincorrevano felici.
Quella notte Giulio e il canarino dormirono vicini, quasi a cercare reciproca consolazione.
Giorno dopo giorno là fuori l’aria diventava  più tiepida, i bambini avevano lasciato sciarpe e cappelli e l’albero del pesco cominciava ad ingrossare le sue gemme.
Da dietro la finestra Giulio aveva già visto qualche farfalla colorata svolazzare indolente, in attesa di trovare corolle profumate, ma quella mattina l’albero sembrava chiamarlo, aprendo i suoi rami in un grande abbraccio. Giulio non seppe sottrarsi a quell’invito caloroso, si strinse al petto il suo canarino e scese fuori, in punta di piedi. Nascosto dal tronco dell’albero di pesco, guardava i bambini giocare a nascondino, senza avere il coraggio di avvicinarsi, quando una bambina, con due buffi codini e due grandi occhi vivaci, lo prese per mano sorridendo e, senza parlare, lo portò in mezzo agli altri.
Giulio tremava per l’emozione e non osava neppure aprire bocca, pensando che gli altri lo avrebbero deriso, ma Elsa gli dette una spinta d’incoraggiamento e lui si trovò una palla tra le mani e con grande naturalezza iniziò a giocare.
Tornò in casa pian pianino e si mise dietro alla finestra, mentre il suo cuore batteva più forte per l’emozione appena provata. Aveva conosciuto altri bambini, aveva vinto tutte le sue paure e ora sapeva che le giornate non sarebbero state più noiose, niente sarebbe stato più come prima: anche se non poteva scendere, avrebbe ugualmente partecipato in qualche modo ai giochi dei suoi nuovi amici...............................


Tavole di Maddalena Sodo
Testo   di Graziella Carletti


Il racconto,per ovvi motivi, è incompleto sia nel testo che nell'illustrazione,che ve ne pare?
(Non badate all'evidenziatore,è un messaggio criptato tra Maddalena e me)