Vi avevo già mostrato la Scala della Matrice,simbolo per eccellenza di Caltagirone.In vari periodi dell'anno viene addobbata per particolari ricorrenze,con fiori o lumini di terracotta.Quest'anno,eccezionalmente,vi si celebra il 150°dell'unità d'Italia,ma normalmente,nel mese di maggio, viene dedicata alla Vergine.
La Scala infiorata diventa così un inno alla Madonna di Conadomini, compatrona della città.
La Madonna di Conadomini è un'immagine sacra della Vergine Maria, raffigurata in una tavola di buona scuola, forse anche bizantina.

"Maggio a Maria" si legge su grandi striscioni stesi sui balconi che s'affacciano sui carruggi, le viuzze dell'antico abitato. Così ogni anno dal 1750.
È il mondo agricolo che, tra fede e folklore, rende la festa, particolarmente solenne con l'offerta dei doni della terra, che viene fatta al termine del cosiddetto "corteo della rusedda", una pianta profumata, il cisto, tanto ricercata un tempo dai ceramisti per i loro forni. In lunga processione, fasci di "rusedda" raccolta nel bosco di Santo Pietro venivano portati un tempo a dorso d'animali da soma alla chiesa della Conadomini. Era una manifestazione di grande suggestione, aperta da sbandieratori, dal "triunfu", un insieme di stendardi con l'immagine della Madonna, e da suonatori di "brogne", conchiglie particolari dal suono strano e cupo.
Il tempo scorre, i mezzi cambiano, ma la devozione è sempre la stessa. Ora il corteo della "rusedda" è solo nominale. Un lungo corteo di mezzi agricoli meccanici, un centinaio e forse più, addobbati di verde e di fiori, tra i quali la "rusedda" è ormai solamente un simbolo avendo lasciato il posto al grano e ad altri prodotti dei campi, sfila per la città fino al tempio della Vergine.
Del corteo fanno parte, oltre ai componenti della tradizione, gruppi folcloristici che in costumi d'epoca recuperano di volta in volta avvenimenti storici o testimonianze di fede o di devozione.
Seguono in chiesa i riti religiosi officiati dal vescovo della diocesi, in presenza delle autorità cittadine accompagnate dal Corteo Senatorio in costumi del XVII secolo.
Per la festa della Madonna di Conadomini, la monumentale Scala di Santa Maria del Monte unisce ai colori delle ceramiche delle alzate dei centoquarantadue gradini i colori dell'Infiorata, solenne e devoto omaggio della città alla Vergine e al suo Divin Figliolo.
Migliaia di vasi con piante e fiori dalle diverse sfumature di colore, formano un unico grandioso disegno in onore della Madonna di Conadomini, titolare dell'antichissima chiesa posta in cima alla Scala, la cui festa, ricca di folklore con il tradizionale corteo denominato 'A rusedda (pianta selvatica del vicino Bosco Santo Pietro, un tempo raccolta dai contadini, portata in dono alla Madonna e utilizzata dai ceramisti per alimentare le loro fornaci, in cambio di un'offerta alla Chiesa) si conclude il 31 Maggio.
Portata a Caltagirone nel 1225 dalla nobile famiglia Campochiaro,esule da Lucca perché di parte Guelfa. Donata sul finire del XVI secolo alla Chiesa Madre dedicata all'Assunta, è raffigurata seduta, con in braccio il Bambino Gesù ed avvolta in un manto trapunto di stelle; veniva esposta, al posto del Cristo portacroce, al centro di un polittico detto "cona" (da cui la denominazioneCona Domini), tutte le volte che gravi calamità, siccità, pestilenze, carestie, affliggevano la comunità cittadina.
La devozione diffusasi nel tempo tra il popolo spinse il Senato a proclamare, nel luglio del 1664, la Madonna di Conadomini compatrona principale della città, deliberazione che ne accrebbe vieppiù il culto, tant'è che la festa celebrata in suo onore alla fine di maggio coinvolge da secoli tutta la città ed in particolare il mondo agricolo, che per i benefici più volte ricevuti dalla sua implorata protezione le ha tributato l'appellativo di "Madonna del pane".
parte del testo è stato tratto dal web
Vi ricordo che è in corso il candy con tappe di ristoro.......intravedo un gazebo
al traguardo dei 400!!!!!
state in campana..............