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giovedì 6 febbraio 2014

..e sempre a proposito di poesia

..ho ricevuto a posteriori alcune recensioni alla mia silloge(IL MIO SILENZIO), da poeti a cui avevo fatto omaggio del  libro.Sono contenta e le condivido con voi,se avete voglia di leggerle.

                                                          Un libro in fiore(olio su tavola 15-20)

LA NUOVA RACCOLTA DI POESIE DI GRAZIELLA CARLETTI
Commento di Maria Giovanna Perroni 


Questa nuova raccolta si intitola Il mio silenzio. E’ una raccolta breve, è vero, ma è molto intensa. Conserva intatte le caratteristiche delle sue precedenti raccolte; ad esempio, un pregnante senso del colore e della luce o la compartecipazione al generale mistero della natura.
   Ma il tema che ispira quasi tutte le composizioni della silloge è dato dal senso del tempo che è passato e che sta passando velocemente; metafora ne è la nebbia e il suo grigiore, che genera in lei un sentimento di struggente malinconia o più spesso un forte anelito verso una nuova primavera, tutta fiori colori luce. Un anelito che è però reso vano dalla consapevolezza che le sue più vere primavere sono ormai quelle già trascorse, quelle vissute nello stupore e nell’ingenuità della prima età.
   Ma tale malinconia è confortata dall’antico e sempre presente amore per la vita, che le dà la voglia di cantare ancora e sempre, come anche dalla sua nuova saggezza, che sa risolvere in tenerezza l’affievolirsi degli slanci d’amore e sa trovare le giuste parole che accompagnano con vigile premura e inesauribile speranza quella vita che i nuovi delicati virgulti, i nipotini, vivranno senza di lei; una saggezza, però, che non le impedisce di fremere per il dolore di chi soffre a causa delle ingiustizie degli uomini, specialmente se si tratta di bambini. Quella saggezza, infine, che l’aiuta a sfumare in una pacata nostalgia il crudo rimpianto per una grande perdita subita.
   Che dire   di più? Solo qualche breve nota di stile, e cioè che il suo periodare  ampio e disteso, fatto di frasi giustapposte e solo apparentemente prosastico, raggiunge interamente lo scopo di farci assaporare al massimo ogni sensazione dell’autrice; e che, di raccolta in raccolta, c’è stata la conquista di una sempre maggior sicurezza nella ricerca di un ritmo perfettamente adeguato alle più piccole variazioni dello stato d’animo, via via espresso nelle varie liriche.

Maria Giovanna Perroni


 IL MIO SILENZIO silloge poetica di Graziella Carletti

Commento di Lorenzini Carlo

Qui Graziella reclama il suo silenzio, oppure ad esso fa appello. Perché il silenzio  è il nutrimento che alimenta il canto del poeta.
Noi non potremmo immaginare Dante oppure l’Ariosto o l’Alfieri, o il Leopardi, oppure il Pascoli o qualunque altro scrittore se non in compagnia del Silenzio, a suggerir loro il canto. Perché  il silenzio serve al poeta per fermarsi, per  sostare un momento o a lungo, a dialogare con il proprio io, ad ascoltare la propria coscienza, a far parlare la propria memoria, il silenzio serve al poeta per guardarsi attorno a vedere, a sentire, serve per guardare dentro di sé e scoprirvi le luci, le ombre, i colori, i suoni, che poi diventano immagini di poesia. Il silenzio serve al poeta per indugiare sulla magia delle parole, per assaporarle e farne fiori di poesia.

   E, qui in particolare, a Graziella Carletti il silenzio serve per parlare con se stessa, per confessarsi e dire che è malata di nostalgia e che torna volentieri nella casa che l’ha vista bambina, dove i ricordi, insinuandosi fra le pieghe del tempo, le accarezzano il viso e sono ricordi di colori, di sapori, sono ricordi di cose e di sentimenti, sono ricordi di persone e di atteggiamenti, sono la sua infanzia, sono l’eden della sua infanzia (Ragnatele).

   Nel silenzio, fra gli ulivi e i fichidindia, paesaggio del presente, la poetessa può ascoltare un concerto di suoni, di voci e di parole, di risate e di pianti, concerto che ha per direttore d’orchestra la memoria. E la memoria la porta là dove affonda le radici il suo presente.

   E di lirica in lirica, all’ombra di questo silenzio, Graziella ritorna alle sue radici. Alle sue primavere, ai suoi sapori ai suoi colori di bambina, ai suoi slanci alle sue speranze, perché è in queste ‘zolle’, dice, ‘buone come il pane, che affonda le radici il mio presente’.
(Concerto, Nel silenzio).

   Ed è nel silenzio che la poetessa si confessa e confessa a noi in versi balenanti, pieni di luminose e colorite metafore il suo disagio esistenziale, che è il disagio di ogni umano fallimento, quando, nell’età dei sogni, avevamo fatto progetti infiniti sul domani, e il domani poi arriva, ma è sulle ali di un’aquila in picchiata che ci sorprende con il vento del tempo fra i capelli (Magia della musica).

   E il tempo non le ha impedito di cantare, ma al posto dei giambi giovanili, che è poesia generosa, poesia di tempesta e assalto, poesia di conquista, porta con sé le elegie della saggezza, piene del languore di una musica sommessa, in cui la passione ha lasciato il posto alla tenerezza, all’amicizia. In cui la conquista dà luogo alla rinuncia
(Insieme).
   Ed è per questo che può dire all’amante di un tempo (ed è questa una lirica fra le più intense della raccolta), che può dire ‘ed io, quando nuvole nere offuscheranno le luci del tramonto, io sarò con te assieme alla mia comprensione, alla mia tenerezza (Insieme).

   Ed è con questo spirito, lo spirito di chi ha in sé l’armonia delle Grazie, che è saggezza ed è consapevolezza umana, è umile e religiosa accettazione, è con questa disposizione d’animo che consegna ai piccoli nipoti la fiaccola della vita.

   E, sempre nel silenzio, sulla tomba della sorella, scioglie un’elegia d’amore sul mistero e la ‘fatal quiete’ della morte (Per te).

Ed ha sentimenti di solidarietà umana per il dolore di chi soffre a causa delle ingiustizie degli uomini, specialmente se si tratta di bambini (Conchiglie bianche, Lacrime).

   Il mio silenzio. Una silloge poetica di Graziella Carletti. Ventidue liriche. Un poema. Il poema della sua vita. Della vita di tutti.

Lorenzini Carlo










giovedì 16 gennaio 2014

arrivederci con poesia

Le valigie sono pronte ma, per salutarvi,vi lascio alcune poesie di Alfonsina Campisano,mia madrina poetica,tratte dal suo ultimo libro  "L'assenza"
Difficile fare un scelta,tutte belle ed intense.




                     Speranza


Ho lasciato

sullo scoglio salato
vuote conchiglie

E il vento mi ha portato lontano

negli abissi del Cielo
tra girandole di stelle
e perle iridescenti.

                     Scivola il tempo


Si piegano vergini rami

sul giovane amore

Scivola il tempo

fra polvere e risa
sorridono ancora le foglie
al bacio della luna.

                            Angeli


Strano odore ha la terra

se angeli la sfiorano
con ali di luna

Il mio cuore

nella notte
ha sete di fiori.


                       E la scure calò

E la scure calò
sul corpo martoriato
dove mutò il vento
in silenzio l'ultimo grido

Lungo...
troppo lungo il calvario
duri i novelli chiodi
sul novello cristo

E divamparono
in un groviglio di spini
i fiori ai cancelli

Sugli annosi cipressi
esplose la luna il suo pianto
pallida luce
sul cuore bianco della terra.

mercoledì 15 gennaio 2014

rompo le regole

.

già da molto tempo avevo deciso di non pubblicare i doni ,pur graditissimi,per diversi motivi
Perchè questa eccezione?
Perchè me lo ha passato Rita Vaselli, www.ritavaselli.blogspot.com. persona che stimo e ammiro,con la preghiera di far conoscere qualcosa in più di me.
Oddio,è difficile perchè sono da tanto nel blog e chi mi segue conosce già vizi e virtù(?)
La regola:7 cose di me e passare il premio ad altri 10 blogger

Non amo imposizioni,anche se chieste con un sorriso.
Detesto l'ipocrisia e l'arroganza e non sopporto gli opportunisti.
Sono una gran dormigliona e raramente mi capita di contemplare l'alba.
Sono di buona compagnia e organizzo volentieri incontri con gli amici,ma ogni tanto ho  voglia di  rimanere da sola con mio marito e... guai a chi insiste.
Sono ottimista,ma quando non mi sento bene..vedo nero.
Riesco a passare sopra a tante cose,ma se qualcuno mi fa un torto e non accetta il dialogo,lo mando per sempre...nel dimenticatoio,come se non lo avessi mai conosciuto.
Mi innervosiscono i maniaci dell'ordine,forse perchè ,in genere,sono persone con i paraocchi.

E ora viene la parte più delicata:a chi girare il premio?
Le persone a cui vorrei girarlo sono di più e non so se l'hanno già ricevuto,quindi lo passo a tutti voi che mi seguite con affetto

.




venerdì 10 gennaio 2014

Toccata e fuga

Dopo le festività,il lavoro di riordino,anche mentale,e la preparazione di marmellate di agrumi, ho il piacere di condividere con voi la pubblicazione della mia ultima silloge,un libricino senza pretese,ma che raccoglie tutte le mie ultime poesie.
La fuga si riferisce al mio imminente viaggio,dal quale rientrerò i primi giorni di febbraio.







         
Un altro giorno  

Scioglie l’aurora
la sua chioma di luce
mentre il cielo spenge l’ultima stella.
Là fuori solo il canto del gallo
e  un silenzio brumoso
che profuma d’ erba tagliata
e  di pane appena sfornato.
Assaporo molecole di pace
prima dell’ansia quotidiana
mentre tu dormi ancora
e darei non so cosa
 per aprire la porta del tuo sogno,
ti accarezzo piano e tu mi sorridi
comincia un altro giorno da vivere,
insieme.
(G.C.)

(tratta dalla silloge, l'ho già proposta????)