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domenica 13 aprile 2014

14 APRILE 1974

40 anni di vita insieme,fatta di  amore,condivisioni,progetti,ma soprattutto di una bella famiglia.

                                  Insieme
Accoglimi
nel porto caldo del tuo abbraccio
ora che l’arroganza della giovinezza
s’ è frantumata in schegge d’incertezze.
Stammi vicino
saremo le colonne di quel tempio
ch’ abbiamo eretto insieme.

Sarò con te
quando nuvole nere
offuscheranno la luce del tramonto
e  vestita di nuova tenerezza
spianerò le tue rughe
soltanto col calore d’un sorriso

…. e sarà un dono
sgranare insieme il rosario dei giorni.
(g.c.)

mercoledì 9 aprile 2014

un po' di pubblicità

La città delle ceramiche[modifica | modifica sorgente]


Fangotto in Ceramica di Caltagirone.
Le conoscenze storiche sulla ceramica medievale e moderna di Caltagirone, al pari di quelle su gli altri centri isolani, si basano sulle ricerche, recenti, fatte nell'ambito della creazione del Museo della Ceramica, prima in seno alla locale Scuola di Ceramica e poi in sede propria sotto l'egida dello Stato e quindi della Regione Siciliana. Si deve proprio a questo museo se oggi vi è la possibilità di seguire, parallelamente alle conoscenze storiche, il processo evolutivo dei manufatti ceramici, non solo caltagironesi ma dell'intera isola.
I dati archeologici acquisiti nelle campagne di scavi condotte daPaolo Orsi nel suolo caltagironese, confermano quanto incidentalmente scrisse il gesuita Giampaolo Chiarandà nella sua storia della città di Piazza Armerina. Lo scrittore, infatti, ammetteva che ivi l'arte della ceramica fosse stata anteriore alla venuta degli Arabi e che ivi fosse esercitata "da molti vasai". Non è quindi nuova, né infondata, la comune affermazione che i ceramisti arabi, sin dall'827, a seguito della conquista musulmana dell'isola, si siano tosto stabiliti in questo centro ed abbiano piuttosto dato impulso all'arte ceramica, facendovi brillare i procedimenti tecnici da loro portati dall'Oriente. In particolare, l'invetriatura che soppianta in Occidente ogni residua tecnica ereditata dal mondo classico.
Le ragioni per cui la ceramica caltagironese ebbe nel Medioevo notevole impulso sono da ricercare non solo nella buona qualità delle argille, di cui abbonda la città ma anche nei vicini ed immensi boschi che alimentando e favorendo un'enorme sviluppo dell'industria del miele, con conseguente richiesta di recipienti per la conservazione, dall'altra fornivano la legna, per la cottura dei manufatti nei forni, ai numerosi ceramisti del luogo. Le quartare caltagironesi per contenere il miele erano note ovunque, al pari dell'industria del miele di cui parla il geografo arabo Edrisi. Esse sono citate anche negli inventari di beni lasciati in eredità, come quello del 1596 di D.Matteo Calascibetta, Barone di Costumino, abitante nella città di Piazza.............

Vaso in Ceramica di Caltagirone.
(Testo  tratto da Wikipedia)
















Metà della della mia vita l'ho vissuta a Caltagirone e, poco a poco ho imparato ad apprezzare le bellezze architettoniche e naturalistiche di questa città,che,non a caso,è stata dichiarata,insieme a tutta la val di Noto,patrimonio dell'Unesco.

Caltagirone è famosa nel mondo per i suoi presepi e per le ceramiche

















(foto dal web)


e questi sono alcuni degli oggetti ceramici della mia casa e della casa dei miei figli(villa Jacaranda)

tavolo 


pannello di cucina in muratura
farfalle a parete













Anche se alcune foto non sono ad alta definizione,ho cercato di mostrarvi una piccola parte della produzione ceramica;il centro storico di Caltagirone pullula di botteghe artigianali e  non c'è 
che l'imbarazzo della scelta.
Se decidete di fare un viaggio in Sicilia, vale la pena passare da Caltagirone,sarò lieta di ospitarvi a Villa Jacaranda(cliccate sulla foto sotto le immagini dei miei  blog e avrete informazioni dettagliate)




domenica 6 aprile 2014

Angolo di Toscana

Ispirato da una foto dello scorso anno,fresco di vernice,un tipico panorama delle mie zone



Luce sulla collina

                                                            olio su tavola(15-10  2014)

                                
  La mia Terra

Borghi antichi fra dolci colline
testimoni del tempo
scrigni d’ arte e armonia
tra le mura severe
dove albergano i passeri
e fiorisce la rosa canina.

Camminando nei vicoli ombrati
sento intenso  il profumo
delle cose passate, mai perse.

Dagli smerli consunti
il mio sguardo si tuffa
in un mare di verde
di vitigni, di ulivi e di campi di  grano
con serpenti di annosi cipressi
silenziosi guardiani
di vita e di morte.
 (G:Carletti)



martedì 1 aprile 2014

un abbraccio

continuano i miei esercizi di matita,ma con lo stesso rammarico di non fare molta giustizia ai soggetti,che sono più belli.