Un'altra amica poetessa :Maria Giovanna Perrone Lorenzini.
La conoscevo da molti anni,in quanto moglie del mio Prof.di italiano,ma solo recentemente in uno dei miei tanti passaggi a Montepulciano,ho avuto modo di avere con lei..... "un incontro ravvicinato".
Mi ha fatto omaggio delle sue numerose raccolte poetiche(che io più modestamente ho ricambiato) e la nostra reciproca conoscenza è andata approfondendosi per telefono e tramite e-mail.
Difficile scegliere ,sono tutte poesie molto belle: ricorrenti il tema dell'amore,l'incanto di fronte alla bellezza della natura e la malinconia strisciante per l'ineluttabile passare del tempo.
Vecchio gioco
La vita?un solitario non finito:
sei tu che giochi e pure fai da posta.
Le carte?prima nuove e pio consunte.
E le domande? ancora sempre quelle:
il denaro,l'amore ed il successo.
Ora speri più in questo,ora più in quello.
E con affanno cerchi le risposte
nel gioco che ha già perso ogni suo senso.
Non sai vincere,ormai non fai più un punto.
Si prende tutto Lui.Lui sì che vince...
E' questa una partita già finita:
perduta al vecchio gioco contro il tempo.
(da "SULLA CIMA DEL CIPRESSO")
Insieme
Noi due,un tempo giovani cerbiatti,
nel bosco ricoperto,a primavera,
di tappeti di primule e pervinche
ci inseguimmo,frementi,in corsee assalti,
fino ache,sazi ormai di spinte e scherzi,
gioco d'amore insieme assaporammo.
Noi due,l'estate,cupidi colombi,,
sempre in cerca di tenere carezze,
dall'alba di quei soli fiammeggianti
fino all'esausta pace dei tramonti,
insieme uniti,fabbricammo il nido,
al prodigio di nascite esultando.
Noi due nei freschi giorni dell'autunno,
cavalli chiusi dentro alti recinti
a pascere soltanto l'erba molle,
senza più applausi e senza folle urlanti,
perdemmo,insieme ancora,i nostri figli,
quei puledri di gare già impazienti.
Noi due,poichè minaccia il triste inverno,
tartarughe rugose di cent'anni,
scrutiamo,tutt'attorno,l'orizzonte
per sapere se ancora ci è concesso,
prima di farci vincere dal sonno,
di rubare,ma insieme,qualche istante.
(da "L 'ESTATE DI DICEMBRE")
Rugiada a Primavera
Goccia d'alba nel calice d'un fiore,
perla ialina,iridescente specchio,
stilla odorosa di struggente nettare
aureolata di solare polline,
ti berrò dolcemente,inebriata
del tuo fresco messaggio di speranza.
(da " LA CIMA DEL CIPRESSO")