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lunedì 15 luglio 2013

Buone vacanze


Corfù dal traghetto





uno scorcio in giro per l'isola
una delle spiagge dove ci siamo fermati



altro scorcio


 
 Ebbene,il tempo per passare sul blog è diventato troppo poco.
Ho letto con piacere i vostri commenti e qua e là qualcuno dei vostri post,senza aver il tempo di lasciare traccia del mio passaggio.
Conto sulla vostra paziente simpatia ,mentre il mio p.c.fa i capricci ed è troppo lento,anche per scrivere in quei rari momenti che mi siedo alla scrivania.
Auguro,pertanto,a tutti un sereno periodo di riposo,magari anche a me stessa,che in questo periodo ho riposato veramente poco e vi lascio con le immagini della bellissima Corfù

mercoledì 3 luglio 2013

ogni tanto passo da queste parti!!!

Ebbene sì,mi sono concessa un'altra pausa,un viaggio fuori programma nella bellissima Grecia.
Un viaggio tra cultura e natura che mi è servito per rilassare la mente e il corpo .
La prima tappa è stata dedicata alla visita delle meteore,una conformazione geologica molto particolare con paesaggi mozzafiato.

Tra le montagne del Pindo e degli Hassia, dove la calma e fertile pianura
della Tessaglia confina con le prime alture di queste montagne della Grecia
centrale, sono situate le Meteore.

Delle enormi rocce di colore scuro si innalzano all'estremità della pianura
tessalica, creando un quadro grandioso e selvaggio, che fa pensare a
combattimenti di mitici giganti
E' uno spettacolo inimmaginabile, tanto è imponente per la sua grandezza e
 le sue forme. Il visitatore che guarda questi elementi di pietra si sente
investire da strani sentimenti, misti di timore ed ammirazione, e dalla netta
 impressione della vanità dell'esistenza umana in mezzo all'Universo infinito.
Le Meteore fanno nascere nel visitatore sentimenti di timore e venerazione:
sembra aleggiare nel paesaggio qualcosa della lotta intima dell'anima di
un asceta, con i suoi momenti di sconforto, ma anche di sublime
elevazione spirituale. I monasteri di Varlaam,della Trasfigurazione 
 e di S. Nicola Anapafsa (a sinistra) sembrano i fedeli guardiani della
tradizione cristiana, tre sopravvivenze di un modo di vita monastica
che raggiunse il suo apogeo nelle Meteore 500 anni fa.
La natura inaccessibile e selvaggia del luogo assicurò agli abitanti,
 nel corso dei tempi, una valida protezione contro le incursioni
degli invasori che a più riprese entrarono in Tessaglia.
 Queste rocce furono all'inizio un asilo sicuro per gli eremiti e più tardi
per i monaci che, rinunciando al mondo, si sentivano più vicini a Dio,
 tendendo a raggiungere la perfezione della vita cristiana con la carità e le privazioni,
nella pace celeste di queste rocce.


Questi asceti, all'inizio eremiti isolati, pregavano in piccole cappelle che si chiamavano
 «oratori».In seguito, poco a poco, si unirono a formare delle comunità religiose,
per vivere più compiutamente il loro impegno cristiano.
Non si sa quando le Meteore siano state abitate per la prima volta.
Tutte le fonti scritte esistenti risalgono ad epoche in cui la vita monastica era già organizzata.
Alcuni bizantinologi sostengono che esistessero dei monaci organizzati in conven­ti già prima
del secondo millennio d.C. Secondo altri il primo asceta fu un certo Barnaba,
 che nel 950- 970 fondò l'antichissimo convento di S. Spirito.
Il monastero della Trasfigurazione fu fondato poco dopo da parte di un monaco cretese,
 Andronico, intorno all'anno 1020, mentre nel 1160 altri eremiti fondarono il convento
 di Stagon sulla roccia di Dupiani. Circa 200 anni dopo l'eremita Varlaam fondò il monastero
 dei Tre le-rarchi e di Tutti i Santi. Ancora più tardi sconosciuti religiosi fondarono altri conventi.
Oggi sono ancora in uso solo i monasteri della Trasfigurazione, di Varlaam, di S. Nicola Anapafsa, di Russano, della Santa Trinità, di S. Stefano (e parti di uno o due altri). I resti degli altri conventi una volta esistenti sono completamente spariti.
I primi asceti scalavano le rocce delle Meteore per mezzo di una serie di impalcature, che venivano sostenute da travi fissate nella roccia. Questa sistemazione (di cui si possono distinguere ancora le tracce) fu rimpiazzata più tardi da lunghissime e vertiginose scale di corda. Quelli che non osavano servirsene venivano tirati su per mezzo di una rete. La salita durava circa mezz'ora: mezz'ora di angoscia e di terrore. Un sudore freddo imperlava la fronte di colui che si accingeva alla salita quando, staccatasi dal suolo, la rete si metteva a girare in cerchio nel vuoto, mentre la corda strideva sul verricello, minacciando da un momento all'altro di mandare il visitatore in fondo all'abisso. Dal 1922 delle scale tagliate nella roccia permettono di accedere al monastero in modo sicuro e facile. La rete è ancora usata per il trasporto degli alimenti e di altri generi di prima necessità.

(Testo tratto da internet)
Naturalmente abbiamo visitato solo tre monasteri,salendo centinaia di gradini (e non esagero)scavati nella pietra, sotto il sole,ma ne valeva la pena,perchè all'interno i monasteri sono molto belli ,ricchi di preziose icone bizantine(proibita ogni tipo di ripresa)  e da lassù il paesaggio è da vertigini.




Lungo la strada che porta alle meteore si incontrano numerose cappellette votive a forma di monastero


La seconda parte del viaggioha avuto come meta l'isola di Corfù,ma di questo vi parlerò nel prossimo post.

lunedì 10 giugno 2013

Le solite,piccole soddisfazioni

Secondo la mia filosofia,non sono gli eventi eccezionali e roboanti che empiono la vita,ma sono le piccole cose che danno il piacere di vivere,non certo per l'adagio che recita : "chi si accontenta..."ma perchè un sorriso,una carezza,il conseguimento di un traguardo più o meno impegnativo mi appagano e mi fanno sentire serena.
Tornando a casa, ho trovato  il pacco dell'editore con il mio ultimo libro di racconti per l'infanzia e due attestati di riconoscimento alle mie poesie,le solite piccole cose che portano un sorriso in più.




Alcuni stralci della presentazione

...............sono opera di una scrittrice che ha guardato il mondo con gli occhi del cuore, e questo mondo lo ha sentito e lo ha meditato. E poi ce lo ha narrato.
Sono infatti racconti metafora . Ricchi di una problematica vasta e attuale. Ognuno di essi ci pone di fronte ad un particolare caso umano. …...
.......Con un racconto ("Il tesoro")  la nostra Scrittrice dice chiaramente che intende lasciare in eredità ai suoi bimbi una grossa scatola piena di poesia.
“-Entrarono di corsa in casa, dove una grossa scatola legata con un nastro rosso faceva bella mostra di sé tra le povere cose . Aprirono impazienti la scatola, convinti di trovare monete o chissà cosa, ma trovarono, invece, le favole di Marianna illustrate, foglie e fiori secchi ben etichettati e una lettera in cui li ringraziava di aver portato la luce nella sua grigia esistenza e il calore di un affetto sincero.
Pablo e Maria capirono allora che non c’è tesoro più grande dell’amore, della saggezza e della conoscenza.”(Il tesoro) ................

.....E così di racconto in racconto. Ognuno con il suo ‘fabuladocet’, espresso oppure implicito nelle reticenze dell’arte. Pochi racconti e una vasta trama di problematiche umane che ci toccano. Lo sgomento di chi è messo la prima volta di fronte ad un mondo vasto e tutto da conoscere (Rivoletto). L’angoscia della solitudine di un bambino i cui genitori si sono separati (Un amico speciale). E altro.

   Racconti per tutti dunque, anche per ragazzi. Ma il fascino maggiore per noi adulti (e anche per i non adulti) consiste nel fatto che sono raccontati come se il narratore fosse un ragazzo. Perché la nostra scrittrice Graziella scrive; e a dettare dentro di lei c’è l’anima stupita e immaginosa del fanciullino di pascoliana memoria: a dettare dentro di lei c’è la freschezza, l’innocenza, la castità lo stupore del ragazzo che primamente apre gli occhi al mondo e il mondo gli appare cosa meravigliosa, da scoprire e da vivere.
Leggete, per esempio, questo breve dialogo fra nonno e nipotina (da Una cosa magica)

“Nonno ,cosa sono queste goccioline posate sull’erba?”
“Le lacrime delle stelle,tesoro”
“Ma perché,le stelle piangono?”
“Solo quando il sole
le lascia “
“Nonno,perché le margherite hanno chiuso le loro ciglia gialle?”
“Di notte chiudono gli occhi perché hanno paura del buio”

“E poi dite:  chi altri può scrivere così se non colui che ha dentro di sé l’anima di un fanciullo?........
......   E’un libro, questo, che racconta di piccole cose. Non amori travolgenti, non vaste conquiste, non battaglie in cui   scorrono fiumi di sangue, non eroici personaggi, non il riposo del guerriero, ma il sonno in un campo di grano di una famiglia di lucciole  che durante il giorno dorme all’ombra di papaveri e di fiordalisi, cullata dal canto di una cicala. Piccole cose, ma sublimate dal lieve tocco della poesia................


.................Insomma, un libro che, a leggerlo,  fa bene alla fantasia e fa bene al cuore, di tutti.


Prof.Carlo Lorenzini.

Montepulciano 20 01 13

 Se qualche nonna fosse interessata,il libro è in vendita on line:

Ed ecco gli attestati


per la poesia

INSIEME


                                Accoglimi
nel porto caldo del tuo abbraccio
ora che l’arroganza della giovinezza
s’ è frantumata in schegge d’incertezze.
Stammi vicino
saremo le colonne di quel tempio
ch’ abbiamo eretto insieme.
 Sarò con te
 quando nuvole nere
offuscheranno la luce del tramonto
e  vestita di nuova tenerezza
spianerò le tue rughe
soltanto col calore d’un sorriso
. e sarà un dono
sgranare insieme il rosario dei giorni.


per la poesia
Magia della musica

 
      Danza nel vento 
 l’armonia di  una canzone antica,
un tuffo al cuore
 che chiude affanni  dentro  ad un fagotto
e mi conduce
ad un’altra stagione della vita 
quando con te per mano
cantavo a squarciagola
nel viale dei tigli
inebriati di gioventù e d’ amore,
con le speranze  ancora intatte
e i progetti infiniti sul domani.
Il domani è arrivato
sulle ali di un’aquila in picchiata
e ci ha sorpresi
con il vento del tempo tra i capelli
ma con la voglia di cantare,
ancora.
 A tutti voi,una felice settimana

martedì 4 giugno 2013

IL RIENTRO

Sono rientrata,per ora, e avevo voglia di fare una capatina a salutarvi,dopo un mese dedicato quasi per intero ai miei nipoti,dolci,cari,ma molto,moltissimo,impegnativi.


      Matteo Armando
                                                                    (Matita,maggio 2013)





dedicata a loro

Doni
Vi guardo teneri virgulti
e il mio cuore sorride
mentre una corda stona
al pensiero che un tempo lontano
vi parlerà di me soltanto,
qualche foglio ingiallito
dove voi leggerete
quanto ami la vita,
i tramonti sanguigni
e quel cielo cobalto
verso il quale rivolgo lo sguardo
ringraziando del dono
d’altri raggi di luce.
Vorrei avere la grazia
 di condurvi  per  mano
pei  sentieri tortuosi del mondo,
caricarmi dei vostri dolori
per vedervi sorridere sempre
e insegnarvi  la gioia
che danno le piccole cose.
Io sarò lì con voi,
quando i giochi e le fiabe saranno finiti,
a vegliare sul vostro domani.
Sarò nuvola bianca ,sarò onda del mare
sarò filo di erba neonata.
…. e se mai in un campo di grano
reciderete  un fiore
carezzerete me, divenuta corolla.
 (G.Carletti  2013)