Questa volta vi propongo in anteprima un racconto,non ho la pretesa di emulare nessuno,consideratelo solo un esercizio di scrittura,ma ci tengo ad avere un vostro giudizio critico sincero.
Grazie
Dalla finestra socchiusa, entrò prepotente una folata di vento al profumo di zagara e, spinta da una mano invisibile, la giovane donna si trovò a camminare nella campagna.
Abbacinata dalla luce e dai colori e immersa in quel silenzio pieno di sussurri, ebbe quasi la sensazione che quel groviglio di angoscia che la opprimeva cominciasse ad allentarsi, quando, dietro la siepe, quella macchia rossa di papaveri la colpì con la forza di un uragano.
Con le gambe che tremavano,si appoggiò ad un tronco d’ulivo e serrò gli occhi con forza, ma non potè non vedere un’altra macchia rossa che si allargava sul suo primo abitino pre-maman. Risentì ancora nitido il rumore delle lamiere che si accartocciavano,quel flebile lamento accanto a sè, e, lontano, l’ululato della sirena dei soccorsi. Poi il buio.
Quando riemerse dal torpore e aprì lentamente gli occhi,vide accanto al suo letto di ospedale visi trepidi e premurosi, ma non vide il suo Fausto.
Qualcuno, con delicatezza, le disse che Fausto non ce l’aveva fatta, ma la sua creatura, un maschietto, continuava a crescere dentro di lei, aggrappata con prepotenza alla vita.
Dolore e sollievo, mescolati nelle stesse lacrime, le rigarono il volto sofferente ed ebbe voglia di ripiombare ancora in quel limbo di incoscienza dove era rimasta per tanti giorni, ma un sussulto delle sue viscere, lieve come un battito d’ali, le dette la consapevolezza che Fausto non l’aveva lasciata. Allora accarezzò piano, piano il suo ventre e promise al suo piccolo Fausto che avrebbe lottato con lui e per lui, affidandosi alle cure amorevoli di quanti le erano vicini.
Quando fu clinicamente guarita, preferì alla sua casa, piena di ricordi che la facevano star male, l’abbraccio protettivo della casa paterna, la nicchia rassicurante della sua stanza, dove aveva tante volte accarezzato con la mente i progetti per la sua vita futura.
Passava ore a cantare nenie a quel bambino che non conosceva ancora, a ricamare e a sferruzzare per lui che non avrebbe mai conosciuto suo padre.
Si proteggeva così dalla sofferenza, non voleva contatti con il mondo, rifiutava visite e telefonate e non usciva mai,…fino a quel giorno.
Appoggiata all’ulivo, aveva ripercorso quel segmento di vita e l’angoscia era così forte che sembrava toglierle il respiro.
Una fitta dolorosa la fece piegare in due , possibile che il suo corpo partecipasse alla sua sofferenza?
Immobile attese che passasse, ma arrivò un’altra contrazione lancinante. Qualcuno la stava cercando…
Ancora un’ambulanza che arrivava, ma questa volta il suo ululato era gioioso e portava verso la vita.



Eccezionale racconto Graziella, anche se triste.
RispondiEliminaHo letto tutto d'un fiato...
è un mix di emozioni forti . La gioia a cui prepotentemente il dolore ruba con ferocia la scena, ….,persiste e si rinnova con sprazzi di speranza e delusione ma poi la vita vera si fa sempre più sentire così da riuscire a farti guardare in faccia la realtà e reagire con ogni forza per amore di quel figlio che vuole vedere la luce ad ogni costo. E’ una bellissima lezione di vita.
RispondiEliminamamma mia mi sono immedesimata nel racconto....
RispondiEliminabello ed emozionante...!!!!
Bellissimo racconto pieno di emozioni anche psicologiche....il rosso dei papaveri rievoca il sangue con un ricordo che riaffiora prepotente dall'inconscio. ...ma il presnte lo cancellerà. Brava Gabe e buona giornata
RispondiEliminaMolto emozionante questo racconto...ricco e intenso.
RispondiEliminaBuona giornata :)
Hai reso davvero bene la sensazione di angoscia! direi che questo "vizio" della scrittura non te lo devi proprio togliere!
RispondiEliminabaci baci
Emozioni intense e contrastanti!
RispondiEliminaDolore, gioia, sconforto, speranza, ombra e luce, insomma, in una parola, vita.
E' molto bello Gabe, molto bello.
Oltre che una brava pittrice e poetessa sei anche laureata in psicologia? questo racconto è come un test
RispondiEliminaE' interessante, complimenti!
Volevo avvisarti che ho inserito il quadro che ho vinto su facebook, se vuoi vederlo mi trovi a http://www.facebook.com/profile.php?id=100001908092073
Bellissimo racconto, che è il riassunto della nostra vita, fatta di ansie, gioie, speranze, dolori, e potrei continuare...........
RispondiEliminaGrazie Gabe.
Ale
Una pagina di vita, la prima parte del racconto non l'auguro nemmeno al mio peggior nemico mentre il dono di una maternità è l'augurio più bello per ogni donna
RispondiEliminaComplimenti Graziella mentre lo leggevo mi hai fatto venire la pelle d'oca
Ciao Graziella,
RispondiEliminaracconto coinvolgente questo e che conferma come la vita ha sempre la meglio sul fare di noi ciò che vuole, pure quando cerchiamo di opporci, rifiutarla, quasi a volerle far scontare il rancore per ciò che ci ha tolto.
Grazie di averlo condiviso!
Buona giornata!
un racconto o forse meglio definirlo un insegnamento.....molto brava! ciao
RispondiEliminaCarissima Gabe, passa a trovarmi ho un premio per
RispondiEliminate..!!!
Ben scritto,tante immagini..da leggere tutto d'un fiato,bravissima!.
RispondiEliminaUn racconto sublime che ho letto senza battere ciglio, con molta commozione!!! Sei stupenda!!! Bravissima, un abbraccio
RispondiEliminaBellissimo racconto anche se un pò triste all'inizio e gioioso alla fine! Inno alla vita!!!
RispondiEliminaUn bacio
Elsa
ho la pelle d'oca...mi hai fatto ripensare a ciò che è accaduto al giro...e ad altre vite spezzate all'improvviso ma che hanno lasciato piccole vite
RispondiEliminaC'è un tempo per piangere, immersi in un dolore che toglie il fiato, per proteggersi dal quale ci si isola dai contatti umani, e un tempo in cui sara' la vita ad avere il richiamo piu' forte su tutto...hai raccontato una situazione specifica, ma che si puo' adattare al vissuto di ogni essere umano...molto toccante, davvero...
RispondiEliminaUn abbraccio, e grazie per la condivisione.
Dony
Un racconto che rievoca il dolore, mi auguro che non accada mai questa tragicità
RispondiEliminaScrivi molto bene Gabe, il racconto mi ha completamente preso, si entra proprio dentro e vivi le emozioni del racconto, in questo caso , per primo mi ha dato una forte angoscia...ma poi sollievo, direi insomma , che anche come scrittrice te la cavi niente male. Un abbraccio
RispondiEliminaE molto toccante Gabe e, inutile dirlo, scritto con uno stile molto elegante. Brava!
RispondiEliminaUn abbraccio,
Rosa
anche i momenti tristi fanno parte della vita,ciao Stella,buona serata
RispondiEliminaSimo,complimenti per il bellissimo commento,grazie,un bacio
RispondiEliminaRacconto breve ma intensissimo. La sintesi non ruba, anzi, dona spessore alle emozioni. E non indugi in retorica. Molto bello, Gabe.
RispondiEliminagrazie Lulu,un abbraccio
RispondiEliminaRita,il rosso dei papaveri,evoca pure l'allegria e la gioia di vivere,dipende dallo stato d'animo,questo racconto per fortuna è frutto di fantasia.ti abbraccio
RispondiEliminagrazie Ire,il tuo commento mi conforta
RispondiEliminaElena,questo vizio è difficile da togliere,ma se i vostri consensi sono sempre così calorosi,vedo di tenermelo,grazie,un bacione
RispondiEliminahai detto bene Annalisa,la vita è proprio una miscellanea di emozioni,il tuo apprezzamento è veramente lusinghiero,ti abbraccio
RispondiEliminami è piaciuto,perchè potrebbe essere reale.
RispondiEliminaComplimenti Gabe,per il modo di scrivere così pulito.Baci
Roberto,sono semplicemente laureata in matematica,anche se per "lavoro"ho letto molti libri di pedagogia e psicologia,ma non mi sento una psicologa,sono una persona over-anta che possiede la saggezza dei maturi.Non frequento facebbok,ma chiederò a mio marito di aprire la sua pagina,sono curiosa,grazie carissimo,buona serata
RispondiEliminaè vero Ale,il racconto è di fantasia,ma potrebbe benissimo calzare con certe situazioni tragiche,un abbraccio
RispondiEliminaSofia,non volevo turbarti,ma la cronaca ci fa conoscere spesso questi aspetti della vita e ho voluto chiudere il racconto con una nota positiva,bacio
RispondiEliminaè molto realistico,anche se frutto di fantasia,grazie a te Stefylù per l'apprezzamento
RispondiEliminagrazie Delfino,buona serata
RispondiEliminaLulù,sono passata oggi anche se non ho avuto tempo di lasciare un commento,ti ringrazio moltissimo,il premio l'ho già ritirato la scorsa settimana
RispondiEliminae tu sei carinissima,come sempre,Lady,ti abbraccio
RispondiEliminaLilybets,sono contenta che ti sia piaciuto,baci
RispondiEliminasì Elsa,è proprio un inno alla vita,un caro saluto
RispondiEliminaValeria,ripeto,pur essendo frutto di fantasia,è un racconto molto realistico
RispondiEliminaDony,è la vita che è fatta di luci e ombre e le situazioni,pur diverse,possono avere le stesse contrastanti emozioni.Grazie a te per averlo apprezzato,ti lascio con un sorriso
RispondiEliminaPrimula purtroppo la vita è sempre misteriosa, un abbraccio
RispondiEliminaRosa mi ripeto e pura fantasia anche se devo ammettere rispecchia la realtà....grazie e buona serata
RispondiEliminaGrazie Jane, il tuo complimento mi lusinga e per questo spero mi vorrai seguire anche nei prossimi racconti
RispondiEliminaBuona serata
Sandra con tutti questi elogi mi fai sentire in imbarazzo, ti abbraccio e ti ringrazio. Ciao cara!
RispondiEliminaLucia meglio la realtà della seconda parte del racconto....un bacio e grazie di tutto
RispondiEliminaMolto triste, ma coinvolgente!
RispondiEliminaBravissima Graziella! Prova ad inviarlo alla scrittrice Sveva Casati Modignani. Scrivi a:
RispondiElimina"Parla con Sveva" Casella postale 114, Poste Impresa Via Conte Suardi, 92 20090 Segrate (Mi)
Serena notte.
sembra un racconto antico mia cara..complimenti a te..
RispondiElimina..njara
un racconto veramente bello, mi ha preso, scrivi ok! complimenti
RispondiEliminabuona giornata
Michele pianetatempolibero
mi pare di rivedere parte di una scena successa ieri poco lontano da casa mia
RispondiEliminaAlbertina
Cara Gabe, che racconto toccante, emozionante e commovente: pelle d'oca e lacrima e gioia dentro. Hai scatenato tutto questo in poche righe.
RispondiEliminaBrava, semplicemente brava.
Ti abbraccio.
p.s.: non conosco ancora il profumo delle zagare e spero un giorno di colmare questa mia lacuna.
un racconto triste e bello, ma quel dolore non potrà mai essere dimenticato
RispondiEliminaErika dici davvero? non sò, ci penserò! Un abbraccio
RispondiEliminaAdriano, hai ragione ma la vita non è solo gioia....
RispondiEliminasono felice del tuo scritto, grazie Njara. baci
RispondiEliminaAlbertina mi hai rattristato, un abbraccio
RispondiEliminaGrazie Miki, sei super!!!
RispondiEliminaBacio
Lorella se vieni a casa mia in questo momento potrai sentire il profumo intenso degli alberi delle arance in fiori..cioè la zagara
RispondiEliminaNonnalui concordo con te, quando una persona prova in prima persona un dolore così forte nel suo cuore rimarrà sempre una ferita aperta...ma occorre guardare avanti
RispondiEliminaUn abbraccio
Bellissimo il tuo racconto. Forte ed emozionante. Bravissima.
RispondiEliminaUn bel racconto, scritto molto bene! Triste sì, ma reale!
RispondiEliminaCiao cara, mi sembra che ieri é crollato tutto il blogger. Non potevo ne commentare ne ricevere commenti. In piú é sparito l'ultimo mio post.
RispondiEliminaIl tuo racconto é molto bello, umano e commovente. Aspetto il seguito:))
Ti invio buona serata e baci + abbracci
Caterina,solo ora il blog ha cominciato a funzionare,ho avuto un giorno intero di disfunzione.Ti ringrazio dell'apprezzamento e contraccambio con bacioni
RispondiEliminaAMICHE ED AMICI BLOGGER,COME AVRETE SPERIMENTATO,C'E' STATO UN LUNGO DISSERVIZIO,MI SONO SCOMPARSI DAL POST PIU' DI 20 COMMENTI E TUTTE LE RISPOSTE,ANCHE VOLENDO NON POTREI RISPONDERE UNO AD UNO,MI DISPIACE,CAUSE DI FORZA MAGGIORE.pER LO STESSO MOTIVO NON SONO POTUTA ENTRARE A COMMENTARE,DA VOI,SPERIAMO CHE IL BLACK OUT SIA DEFINITIVAMENTE FINITO,A PRESTO UN ABBRACCIO
RispondiEliminache profondità di emozioni e che bella descrizione!!!! mi ha molto commossa!!!
RispondiEliminaCiao carissima, due-tre gg senza contatti e tutto è sembrato diverso....per fortuna pare sia ritornata la quiete dopo la tempesta ed ora si fa la conta dei "danni"
RispondiEliminaciao un bacio
ho letto in giro di quanto è successo in questi giorni...si potrebbe paragonare al tuo racconto
RispondiEliminaComplimenti sai scrivere molto bene e rendi la storia viva
è un argomento toccante! buona giornata Giuseppe
RispondiEliminache strane situazioni in questi giorni...anche il web è stressato! ciao
RispondiEliminaIl post è ricomparso, anche da me, ma senza i commenti! Sono tornata per dirti che il racconto è molto bello!
RispondiEliminaMarina,Simona,MariaLuisa,Giuseppe,Albertina,Alessandra,grazie ancora del vostro apprezzamento e della vostra pazienza.
RispondiEliminaBuona domenica con un bacio
un racconto bellissimo che mni ha emozionata,
RispondiEliminaGrazie Gabe!!!
Un abbraccio e buona domenica
Pinuccia